Foglie di Whitman.

20 11 2007

E così mentre tutto questo mio mondo va sgretolandosi apro un libretto di poesie, che cercavo di scimmiottare quando facevo parte dei Poeti Stinti, più di dieci anni fa, prima che il Sogno dolce divenisse Musa, prima che Ella divenisse materia della mia esistenza, una poesia che gusto a strofe successive meditandoci su. Potrei farlo in una soffitta bellissima nel luogo che mi da più idea di stanzialità con Lei vicina, pronta a concepire i miei Discendenti come nel sogno di Mercoledì scorso.

Mentre io rifluivo con l’oceano della vita.

Mentre rifluivo con l’oceano della vita,

mentre andavo per le rive che conosco,

mentre camminavo dov’onde continuamente

ti lavano, Paumanok,

dove frusciano roche e sibilanti,

dove l’antica feroce madre urla senza fine per i suoi

naufraghi,

riflettendo io tardi in un giorno d’autunno, guardando

intensamente verso sud,

tenuto da questo io elettrico fuori da quell’orgoglio di cui

faccio poesie,

fui afferrato dallo spirito che striscia nelle linee sotto i piedi,

l’orlo, il sedimento che sta per tutta l’acqua e tutta la

terra del globo.

Affascinati, i miei occhi si distolsero dal sud, si

chinarono per seguire quelle labili tracce del vento,

fieno trinciato, paglia, pezzi di legno, erbe, glutine di

mare,

schiuma, scaglie di roccia scintillanti, foglie di alghe

lasciate dalla marea,

camminando per miglia, il suono dei frangenti dall’altra parte di me,

Paumanok là, allora, come pensai l’antico pensiero della

somiglianza,

questo tu mi presentasti, isola-Sogno,

mentre andavo per le rive che conosco …





Suicidophobia!

20 11 2007

Come faccio ad abbandonare un Sogno così grande senza accettare la Volontà di Nichilismo? Perchè non annichilire la mia esistenza? Tu, Sogno, sei bellissima e mi appartieni in un modo che forse non te ne rendi conto, nel mio delirio. Il bambino che è in me è però troppo curioso e Credente per abbandonare gli orizzonti della speranza, di potere tornare da una passeggiata nel percettibile e avere Fede di migliorare la propria condizione. Troppi valori, ti hanno incarnata, Sogno dolce e amara disillusione, ma il loro numero è probabilisticamente sufficiente a farmi intendere che passeranno altri flussi su questa torbida riva che è la mia esistenza per non vedere altre chiare acque.





No limits no law!

20 11 2007

Ci sono suoni che possono accompagnare questa solitudine? Questo silenzio? Quella rosa abbandonata? Un a canzone che ha la dignità di farlo è No Limits No Law.

La dignità, dicevo, è qualcosa che il fraintendimento può calpestare molto volentieri. No Limits No Law, rappresenta un uomo che riflette sulla propria dignità e sul silenzio intorno ad esso e che se il Suo Sogno non corrisponde alle attese d’Infinito si proietta nella bellezza del Creato. No Limits No Law è un uomo che non abbandona il Sogno ma ne intraprende un altro.

Cosa sia del significato del Sogno egli non sa. Può goderne come cosa astratta, forse. Ma è suo compito fare sì che la sua Discendenza possa coltivarne di altrettanto grandi.





Lai dell’Amore Eterno.

16 11 2007

Lai dell’Amore Eterno è una poesia che riguarda quel Amore che non si concretizza ma che va a toccare le corde più profonde della propria esistenza. Esperienza unica, in questa complessità è pronto ad emergere il meglio di ogni persona, l’Anima Divina. Sarebbe ed è l’Amore della vita, ma essendo così cristallino e fragile che la frustrazione di non riuscirlo a trasformare in esperienza supera il piacere dell’incontro. A tutto ciò si aggiunge l’intimità che s’instaura tra le due metà protagoniste dell’unità, che supera la congiunzione erotica degli amanti, ed è più incontrollabile perchè inspettiva del cuore congiunto. Dopo ciò io resto attonito del silenzio e della solitudine che mi viene prospettata dalla incapacità di dialogo con l’altra metà. Presumo che il mancato rinnovo di continuità con Lei sia dovuto a qualche situazione che ha instaurato nella sua vita, tuttavia mi resta impossibile da accettare. Sto infatti riferendo di qualcosa che supera la Nostra condizione temporale e che può essere coltivato con sensate esperienze. Ma non voglio devastare oltre la mia cognizione del Sentimento. Non so se sia mio compito ricercarla oltre o se debba desistere da questa ostinata ricerca di eternizzazione.

Lai dell’Amore Eterno.

Accanto cammini, ti ho veduta vicina,

compartecipe del mio esitere.

Di silenzi e d’interrogativi, tace tutto,

si ricolma il Creato

ora che nessuno stelo si piega.

Null’altro e tutto il mio esistere

sta in questa ricchezza semplice e degna

che è stata il saper esser presenti l’Uno all’Altra.

Tant’è che reputo giusto

fare forte questa sensibilità, puoi negare la forza dell’incontro?,

da cui non mi divincolo.

 

 

PS.  …47152